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'68. Eravamo ubriachi di politica, musica, libertà, voglia di incidere, di dire la nostra. Esaltati al punto di convincerci che potevamo cambiare il mondo.

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Eravamo i figli del boom economico. I primi a sperimentare la democrazia, a frequentare l'università liberamente, ad avere molteplici possibilità di scelta per la nostra vita, a gustare il sapore della protesta, i primi a nuotare nella consapevolezza dell'importanza della democrazia dopo vent'anni di dittatura, di autarchia economica e culturale, che costringeva quelli venuti prima di noi a riferirsi a louis armstrong come a Luigi Fortebraccio.  Noi, per contro, eravamo bombardati e sommersi da tutto ciò che era stato proibito fino a pochi anni prima. Avevamo nuova musica, americana, inglese, la letteratura americana che arrivava tutta in una volta dopo trent'anni di oscuramento, John Steinbeck, jack Kerouac, la beat generation, Sartre, Nanda Pivano, il gruppo 63, la ventata di libertà e contestazione che veniva dall'America. Eravamo ubriachi di politica, musica, libertà, voglia di incidere, di dire la nostra. Esaltati al punto di convin...

Io considero Renzi, insieme con il suo gemello Berlusconi, la causa dello sfilacciamento della fibra culturale e politica degli Italiani.

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Per una mia critica al PD che non fiata per la Sea Watch, un amico mi fa questa osservazione: “ Con tutte le ragioni del mondo, se critichiamo, come ci è sempre riuscito benissimo, i nostri portiamo solo acqua a macho e gigino. Facciamo quadrato una volta e vediamo se spunta qualcuno in grado di dare di più e di meglio.” Ti rivolgi alla persona sbagliata. Le mie critiche non vengono da uno che si sente parte del PD. Né quello di Letta, né quello di Renzi, né l'attuale. Io lo considero un mio avversario politico di destra, come Forza Italia.  Io considero Renzi responsabile, insieme con il suo gemello Berlusconi, la causa di tutti i problemi di cui soffre la sinistra oggi (nessun riferimento alle difficoltà del PD che non è sinistra) e dello sfilacciamento della fibra culturale e politica degli Italiani.  Il primo con le sue televisioni, con la sua discesa in campo per difendere i suoi interessi, con la sua politica di leggi ad personam, c...

La proposta dell'ineffabile Ministro delle Interiora di concedere dei crediti formativi a chi dona il sangue non è solo insana e illiberale ma anche vergognosa. Vi dico la mia!

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Io sono contrario a qualsiasi incoraggiamento alla donazione di sangue che crei discriminazione! Qualsiasi. Così come sono, in linea di massima, contrario a qualsiasi obbligo o invito-obbligo. Il ministro delle interiora salvini, donatore di sangue. Con un braccio salva delle vite, con l'altro le affonda. La proposta dell'ineffabile Ministro delle Interiora di concedere dei crediti formativi a chi dona il sangue non è solo insana e illiberale ma anche vergognosa. E quelli che, per patologie varie, non possono donarlo non verrebbero così discriminati? Qualcuno potrebbe obiettare che si potrebbe individuare queste persone impossibilitate a donare e concedere i crediti formativi anche a loro.  E allora quelli le cui ragioni non sono una patologia, ma un disagio psicologico, una convinzione religiosa, una scelta esistenziale, una filosofia di vita o qualsiasi altra, sono forse cittadini di serie B? Riepilogo i vari casi. tu doni = ti premi...

Il cittadino chiede, l'amministrazione risponde.

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Il mio commento sulla pagina FB del sindaco. "Il nuovo che avanza! Lei è un impostore. Peggiore di Salvini che bacia crocefissi e madonne. Capisco che per lei l'unica speranza di fare bene è affidarsi ai santi, altrimenti col cavolo e con le ramazze che risolverà i problemi di Castelvetrano. Lei dice che lavora ininterrottamente dal giorno della proclamazione; non ha risolto un problema che sia uno; non ha acceso una luce spenta a Cvetrano che sia una; l'immondizia, che i suoi sostenitori addebitavano ai commissari, adesso è colpa dei cittadini maleducati, ma è sempre lì e il tanto decantato decoro va a farsi friggere. Però lei ha avuto già il tempo di farsi il giro delle chiese, di dare la sua "benedizione" a quella blasfemia del corteo del principe e di dirci che a lei non piace che il nostro presidente del consiglio venga chiamato Gigino. Non va! Non va caro Enzino. Questa, caro Enzino, è religione! È molto di più che una semplice tradizione o ...