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Visualizzazione dei post con l'etichetta orgoglio

Almeno noi ci mettiamo la faccia!

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Poche espressioni mi causano l'orticaria come "Almeno noi ci mettiamo la faccia!" Soprattutto quell'almeno. "Metterci la faccia", che indica un gesto nobile e coraggioso per cui si è pronti a rischiare la propria immagine, la propria credibilità, è passato sui social al significato letterale e riduttivo di metterci la piccola foto. Ma, peggio, tutti si sentono intitolati a usarla. Coraggiosi, codardi, imbecilli e non interpellati fuori di testa. Sembra di vivere in un mondo dove la credibilità te la tirano dietro.   Metterci la faccia non è "almeno" smuovere il culo. Mettere in gioco la propria credibilità è molto, molto più di questo. Non è proporsi di combattere per qualcosa, non è impegnarsi a risolvere un problema, non è solo firmare un progetto o un "Manifesto". La credibilità la si mette in gioco alla fine, quando il progetto è stato implementato, quando il problema viene risolto, quando il nostro impegno ci porta i risultati sperat...

Ah, le poste italiane! A dorso di mulo per gli Orgogliosi.

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  Ah, le poste italiane! 2.000 schede elettorali raccolte un anno fa arrivano al Presidente della Repubblica, che nessun potere ha sull'autonomia della regione siciliana, solo ora. Le hanno mandate con l'asino? Ancora i gorgogliosi notabili castelvetranesi devono spiegarci non solo a cosa può servire una raccolta di firme, ma perché le hanno mandate, unitamente alle schede elettorali, proprio al Presidente della Repubblica. Accussì? Pi ffari scrusciu?         Glielo chiediamo da un anno insieme ad altre questioni che vorremmo ci spiegassero. Ma niente! L'unica risposta (e che risposta!) quella del capoccia che aspira a un posto nell'assemblea siciliana al prossimo turno elettorale: "Perché non ti candidi tu Melodia?"      WOW! Si è sprecato a rispondere alle domande di un cittadino che, anche se sicuramente non lo voterà, lui si candida a "rappresentare"! Già questo la dice lunga sul suo modo di intendere la politica come servigio alla ci...

Ma perché non ti candidi tu?

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    Avevo commentato sotto un comunicato di Orgoglio belicino (o castelvetranese?) che rimproverava al sindaco Alfano di non avere attuato il Puc: "Ormai Orgoglio castelvetranese (o belicino?) si occupa di tutto e di più. Pericolosità incrocio via A. Diaz con via Seggio, PUC, raccolte inutili di firme e tessere elettorali. Scaldano i muscoli, non si sa mai. Si pongono come alternativa di governo per la città. "Vedete come sollecitiamo e mettiamo con le spalle al muro l'amministrazione! Non avete attuato i PUC?!!"    Vedrete che non soltanto alle regionali orgoglio belicino (o castelvetranese?) chiuderà i battenti per consentire all'avvocato ambizioso di candidarsi, ma anche alle prossime amministrative qualcuno di loro si cimenterà! Sono ansiosi di fare il bene della gente.»   L'avvocato Franco Messina, in corsa, camuffata da senso civico, per le regionali del '22, così risponde a sua volta al mio commento, con una domanda: «ma perché non ti candidi tu Me...

Gorgoglio belicino. Tre anni di sceneggiate.

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      Gorgoglio belicino.   Solo fumo negli occhi. Tre anni di sceneggiate. Risultati? Voi ne vedete? Io sì.   1. Un record, prima di tutto: la prima città commissariata per mafia a manifestare in piazza contro il Prefetto mandato dallo Stato, il quale lamentava la non collaborazione dei cittadini castelvetranesi e ne attribuiva la causa, non a «una comprensibile diffidenza per l'estraneo, ma ad un fattore culturale» (di mafiosità interiorizzata, cioè! NdR).  Insospettabili cittadini balzarono sulle sedie e sentirono la necessità di fondare Orgoglio castelvetranese e indire una manifestazione contro Caccamo, pardon!, contro chi ci infanga, pardon!, contro la mafia! La chiarezza di idee di questi politicanti o aspiranti tali fu subito palese.            Il prefetto Caccamo, naturalmente, prese le debite distanze dalla manifestazione anti-Caccamo e si rifiutò di partecipare quando gli organizzatori, fulminati dalla consapevolez...

Orgoglio castelvetranese-belicino. Solo fumo negli occhi?

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Si è poi saputo niente delle diecimila firme raccolte da Orgoglio castelvetranese-belicino? È passato quasi un anno dall'ultima sceneggiata di questa associazione senza testa. Avevano ottenuto l'appoggio del prefetto Ricciardi, del comandante Alfa, avevano scritto a Mattarella (che minchia c'entra?), si erano appellati a tutti i sindaci della Valle del Belice, raccolto 10.000 firme e non so quante tessere elettorali consegnate! Il cultore di storia si era persino parato, con il suo corpo, davanti, pardon, dietro ai camion del trasloco di pediatria a Mazara. Com'è finita?    Forse il manager, giornalista a tempo perso, potrebbe fare un articolo su primapagina, il giornale dell'associazione, e illustrarci i risultati raggiunti.  Tutte queste iniziative, di discutibile validità, prese sollecitando le speranze di molti cittadini che ci credono, non dovrebbero produrre risultati?  O è solo passerella per le elezioni regionali dell'avv. Franco Messina? Quando assieme ...

La politica del campanile

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    Un post qualunquista che degrada la critica politica o sociale a roba da reietti, da "leoni da tastiera"! Criticare secondo i qualunquisti non è il sale della democrazia. La signora Rosalia Ventimiglia era d'altronde tra quelli che marciò contro il commissario Caccamo al grido insano di #siamocastelvetranesinonsiamomafiosi assieme a Franco Messina e Colaci.        Sembra fautrice, la signora Ventimiglia, del pensiero unico: tutti i castelvetranesi che non la pensino come lei sono gente inutile che sa solo criticare, lei che critica "qualunquisticamente" la politica, "tutta la politica" salvo difendere il diritto di candidarsi di chiunque a fare "politica". Orgoglio castelvetranese altro non è stato se non la piattaforma di lancio politico di un personaggio grigio, il cui merito sarebbe di essere figlio di un poeta e nipote di uno ucciso dalla mafia e di avere organizzato qualche gita "istituzionale" a Cinisi, che al momento in ...

Castelvetrano, capitale morale? Ma di che?

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    Scrive A. Quarrato di Orgoglio Castelvetranese: «Eravamo la capitale morale ed economica della valle del Belìce, eravamo una comunità che sapeva far valere le proprie ragioni, eravamo punto di riferimento per la scuola , l’economia e la sanità.» E invita alla riscossa «Con un sindaco con la fascia, pronto come fu allora Beppe Bongiorno, a guidare la folla.» Io sono più vecchio di Quarrato.  E il mio più grande rammarico di fronte a queste affermazioni, che ogni tanto qualcuno tira fuori dalla sua manica di prestidigitatore, è di essermi perso questa età dell'oro. Eppure, mi dico, vivo qua da 70 anni. Mi sono distratto? Vivevo nella capitale "morale" ed "economica" della valle del Belice e non me ne sono accorto? E, ignaro, nei miei 20 anni andavo in discoteca e al cinema a Mazara, quando, dicono costoro, c'era ogni ben di dio a Cvetrano? La capitale "morale"! E quella reale? Salaparuta? Poggioreale? Campobello? Io mi ricordo sempre un paese ad ...

Quando la realtà supera l'immaginazione

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  A Castelvetrano succedono sempre cose strane che non succedono altrove. Succede che ogni anno i capi del complotto contro Castelvetrano, quelli che vogliono trascinare nel fango il buon nome della città del pane nero, del principe e del filosofo fascista Gentile, i capi di una schiera di complottisti che vanno dagli antipatrioti locali ai pochissimi giornalisti traditori della propria terra, dai media nazionali a quelli internazionali che fanno a gara a fare apparire la nostra ridente cittadina per quello che non è, una città mafiosa, quando invece noi la mafia non sappiamo neanche cosa sia, i capi di questa spectre internazionale che si è prefissa di lordare il buon nome di un piccolo sconosciuto villaggio sperduto nel profondo niente economico e sociale, nel bel mezzo del nulla, i Carabinieri, infangatori serial i, arrestino decine di mafiosi o presunti tali (la mafia non esiste, come possono esistere i mafiosi?). Succede che in seguito a queste finte operazioni d...

Ma tu che cosa hai fatto nella tua vita di concreto o di originale?

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  Le mie critiche non riguardano mai le persone in quanto mariti/mogli, padri/madri, Nonni/e, professionisti, amici/che. Non sono interessato ai loro comportamenti privati, alle loro preferenze culinarie, alla loro affettuosità di padri o altro. Anche Totò Riina era, sembra, un padre affettuoso e un marito amorevole e Bernardo Provenzano teneva devotamente una bibbia sul comodino. Queste sarebbero "critiche personali".  Io critico la loro figura pubblica se fanno politica o se si espongono con iniziative sociali pubbliche, le loro parole e le loro scelte pubbliche. Una critica di cui mi arrogo il diritto in quanto osservatore della società, in quanto elettore, in quanto opinionista, in quanto cittadino che fa il suo dovere. E nessuno può venirmi a dire "Ma tu che cosa hai fatto nella tua vita di concreto o di originale?" come qualche cretino ha già fatto, come se a un cittadino che eserciti il suo diritto di critica ai propri governanti, fosse richiesto come prerequ...