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Visualizzazione dei post con l'etichetta santa rita

Blasfemi adoratori di feticci

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   Il Corteo del Principe, fatto passare, con una bestemmia, per il corteo di Santa Rita, è più consono a dei selvaggi servi adoratori di padroni, di nobiltà che a un popolo religioso. Ed è, oltretutto, una cosa fatta male, inguardabile sin dal suo impianto, ideato da principianti "cultori di storia" che, tuttora, non hanno il senso del ridicolo.    Chi ha immaginato e disegnato gli stessi abbigliamenti del corteo del principe su quali studi si è basato? Si sono basati davvero su degli studi? Ammettiamo di sì! Tu, studioso serio e competente, riusciresti nell'impresa, impossibile già ad occhio, di fare un corteo in abiti "ottocento-novecenteschi"? Come se si potesse sintetizzare la moda di due secoli interi!      E di due secoli quali sceglieresti come rappresentativi? Gli abiti da mattina, da sera, dei primi dell'Ottocento, della metà o della fine del secolo, e del Novecento chi metteresti? Mary Quant o Karl Lagerfeld, il bianco e nero di Yves Saint L...

Carlo D'aragona, magnus stercus et magnus tributorum exactor, adorato come e con una santa.

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Chiesa di San Domenico: Sarcofago degli Aragona Tagliavia Principi di Castelvetrano                               Persino un Principe ci siamo andati a cercare nel nostro passato da commemorare e onorare, giusto come si fa con i Principi. Ché tutti sappiamo quanto fossero felici i sudditi ai tempi dei principi: una vera e propria età dell’oro. Com’era bella la vita al tempo del Principe!!! Fa sicuramente “fiaba”. La verità è che fu un’epoca di frequenti carestie e epidemie. Fu l’epoca di quella cosa demoniaca che fu la “santa inquisizione”, generata dalla mente malata di sovrani spagnoli cattolici.  Un tempo in cui il fisco era, in realtà, un vero e proprio estorsore, in cui il popolo castelvetranese, ai tempi del D’alessi, si ribellò contro i successori del Principe, e, per ribellarsi, un castelvetranese deve essere proprio esasperato, in quel caso dalla fame. La rivolta fu violentement...

La bestemmia sfila in corteo a Castelvetrano.

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     Persino un Principe ci siamo andati a cercare nel nostro passato da commemorare e onorare, giusto come si fa con i Principi. Ché tutti sappiamo quanto fossero felici i sudditi ai tempi dei principi: una vera e propria età dell'oro. Com'era bella la vita al tempo del Principe!!! Fa sicuramente “fiaba”. Carlo d'Aragona, principe di Castelvetrano. "Magnus siculus"      La verità è che fu un'epoca di frequenti carestie e epidemie. Fu l'epoca di quella cosa demoniaca che fu la "santa inquisizione", generata dalla mente malata di sovrani spagnoli cattolici. Un tempo in cui il fisco era in realtà un vero e proprio estorsore, in cui il popolo castelvetranese, ai tempi del D'alessi, si ribellò contro i successori del Principe, e, per ribellarsi, un castelvetranese deve essere proprio esasperato, in quel caso dalla fame. La rivolta fu violentemente repressa. Ma nonostante tutto, nell'indigenza totale del popolo, le fondazioni di c...

Il Principe Carlo Magio

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Il presepe vivente! Avremo il presepe vivente a Castelvetrano. Immagino i nostri valenti “registi” e “attori” locali già febbrilmente impegnati a spremere il loro genio creativo per una indimenticabile rappresentazione, proprio come il “Corteo del Principe” con Santa Rita ridotta al ruolo di comprimaria, anche se lo chiamano il “Corteo di Santa Rita”. Anche la nascita di Gesù si profila una straordinaria “occasione per rievocare il passato di Castelvetrano”, magari affidando al Nostro “Magnus tributorum exactor” il ruolo di uno dei Re Magi. D'altronde il numero dei Sacerdoti è storicamente incerto. Come suonerebbe? Baldassarre, Melchiorre, Gaspare e il Principe Magio Carlo che portavano oro, incenso, mirra e pane nero. I nostri cultori di storia sapranno sicuramente trovare un nesso qualsivoglia. Se sono riusciti a trovare un collegamento tra Santa Rita e il Principe Carlo lo faranno anche per la natività. Queste le parole che usano gli organizzatori per sp...

Ah! Ai tempi dei Saporito e del Principe.

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Ah! Ai miei tempi! È una lagna che si perpetua nei secoli, sulla base dell'idea che il passato è sempre meglio del presente. Tutti i giovani di tutti i tempi sono stati costretti a subire questa tortura dai più vecchi. Anche se non è infrequente sentire giovani ventenni pronunciarla quando parlano dei ragazzini un po' più piccoli. Fin qui tutto noto. Ma il rimpianto dei vecchi di oggi e di ieri non si limita all'arco temporale della loro vita, piuttosto si estende come una nebulosa indistinta anche ai tempi dei loro genitori e anche molto più indietro, e, allora, si inventano improbabili età dell'oro. Castelvetrano dei Saporito, Castelvetrano del Principe, ah, che tempi quelli. Qualche vecchio dice, fiammeggiando contro il degrado della nostra città: "Come s'è potuta ridurre in questo stato la 'Castelvetrano dei Saporito', la 'Castelvetrano del Principe' credendo e lasciando intendere che quelle fossero delle età felici.  Si costruivano ...