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A Castelvetrano lu mari di la politica ietta sulu vopi, piscicani e purpa

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Davvero la scelta è tra vopi e pescecani? A Castelvetrano il mare della politica getta solo tre tipi di candipesci: 1. Vopi - Boghe o Vope - Quelli che "S'un c'è pisci pigghia vopi!" 2. Pescecani - dalla Grande Bianca al palombo al cagnolu 3. Polpi - detti anche Piovra  I candipesci non sono per forza in competizione tra di loro.  Anzi, spesso, lavorano in sinergia.  Le piovre allungano i loro tentacoli  e stringono in una morsa economico-culturale il territorio, dentro il quale si mimetizzano nelle guise più improbabili e legali, come solo loro sanno fare.  Questo consente  agli squali di muoversi liberamente per addentare quell'appalto  o  quel ruolo politico o per corrompere e comprare consenso e arruola i sempre necessari babbei, i vopi,  per fare i lavori umili o numero. Se il commissario Caccamo potesse dire la sua non sono  sicuro che mostrerebbe ottimismo sulla prossima emancipazione      dei Castelvetranesi da que...

4^ parte "Eppure il sistema delle piazze chiunque per le orecchie lo porti lì dentro sbalordisce."

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  E lui, che parla di "mood", " spin  assolutamente competente dentro le leve dell'economia", di "brand", " millennials" (con la s del plurale inglese!).  Lui che cita  Copenaghen e Milano come ad esorcizzare il suo provincialismo, quello stesso che rimprovera ai Castelvetranesi: "Sembra che non siamo mai usciti da qua!".  Lui grida basta  " al polveroso latinorum" basta "con la polverosità del "citazionismo a oltranza" (sic). "Noi dobbiamo passare dalle cose all'esperienza, dobbiamo passare dal latinorum alle narrazioni" " Non è possibile che il nostro turismo si fermi all'area commerciale, vengono a fare la spesa, talvolta c'è bisogno della pattuglia la polizia perché il nostro svincolo è ingorgato di macchine, ma non entrano ." Non è possibile? Ma è quello che succede. È a lui che chiediamo com'è possibile e come si rimedia. E l'assessore Bonagiuso ce l'ha la so...

3^ parte| Bonagiuso: «Dare un "upgrade" a quella piazza che è desertificata, morta»

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  Lui afferma di "vendere esperienze ai giovani e ai turisti". Lui non "forma" attori, lui vende ai giovani un'esperienza.   " Possiamo capire come deve andare il brand Selinunte? Che vuol dire vendere un' esperienza dorica ? Perché se non capiamo che  vendiamo esperienze  non ci siamo più, la gente col denaro non cerca più il taglio dei capelli?  Cerca un salone in cui ti immergi in un momento della tua giornata  o esistenza e quello che ti è venduto è un'esperienza, così come un mio laboratorio teatrale ."    Che discorso strano! È da cinquant'anni che i nostri barbieri e parrucchieri non vendono più solo un taglio di capelli ma anche comfort e cura e persino il wifi, anche a quelli "senza denaro"! E, poi, sì, anche i ricchi cercano "il taglio di capelli"! E sperano di sbrigarsi prima possibile. A me sembrano insalate di parole senza molto senso. E confuse, con capo ma senza coda o con una coda senza capo! Sul sistema ...

2^ parte| Bonagiuso: "In due battute, come far diventare vivo questo centro storico!"

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  "Ma se a sti ragazzi sempre diciamo farete, farete, c'è, st'alibi, no? I ragazzi sono il futuro e con sta scusa non sono il presente, li freghiamo sempre." È sostenuto da una squadra di giovani che, anche con lui, dovranno accontentarsi di essere il futuro, "perché c'è "st'alibi, no?"!  In compenso,   "se questi giovani si introducessero davvero con uno  spin  assolutamente competente (NdR: ???) dentro le leve dell'economia, ci direbbero in due battute, come far diventare vivo questo centro storico!" Uno "spin" assolutamente competente? Lo spin che definisce lo stato quantico delle particelle? Lo spin, l'effetto che i calciatori o i tennisti imprimono alla palla? Cos'è uno "spin competente"? Vuole dire rotazione? Rotazione competente? P arlari comu  ti ' nsignà to' matri no? " O finalmente introduciamo i giovani dentro questo paniere, diciamo, lo scompaginate voi? Ci dite voi ragazzi come...

Intervista al microscopio| Bonagiuso: «Cultura è il mood, l'atteggiamento della mente.» L'assessore che punta sui giovani per «riformattizzare» il brand del nostro «paniere» di eccellenze

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  "Castelvetrano è diventata un paese vuoto, un guscio vuoto." Perché? "Perché abbiamo questo atteggiamento da noia (sic) per cui ci siamo abituati al diventare un po' come quei paesi dell'entroterra della Sicilia che iniziano a svuotarsi, a sgretolarsi" Chissà se intende dire che i paesi dell'entroterra si stanno svuotando anche loro a causa di "questo atteggiamento da noia".  Un paese si annoia e si svuota. È così che funziona?  1. I paesi della Sicilia, non solo dell'entroterra, si svuotano da oltre settant'anni, se lasciamo stare l'emigrazione di massa dei primi del secolo scorso. 2. E non si sono svuotati per noia o perché non c'è la movida.  Si sono svuotati perché non c'era e non c'è lavoro. « I giovani se ne stanno andando. »  « Vogliamo restare un paese a cui (sic) promettiamo sempre un ritorno a questi ragazzi e non riusciamo a darglielo? » L'assessore Bonagiuso, designato dal candidato massone Stuppia (...

Giovani di Triscina condannati alla noia del deserto.

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  "Triscina come sappiamo è un poco   deserta" Quindi cosa propone questo cciovane leghista che appoggia Giovanni Lentini sindaco per Castelvetrano? Vuole farla rivivere? Incoraggiare attività rivolte ai giovani? Organizzarvi eventi sportivi, musicali, culturali, manifestazioni velistiche? Niente di tutto questo. Ascoltate: Lui si propone di evitare che i "ragazzi" che a Triscina si annoiano, "perché come sappiamo è un poco deserta", scelgano Trefontane, scoraggiati dalla difficoltà del collegamento con Selinunte. La soluzione è semplice: rendere più agevole per i "ragazzi" raggiungere Selinunte costruendo una strada nel parco. Triste destino quello dei "ragazzi" triscinari costretti in ogni caso a spostarsi dal proprio luogo di vacanza per raggiungerne un altro. condannati alla noia del deserto. Se ai nostri "ragazzi" non ci pensano i "cciovani", con queste idee brillanti, chi? Questo cciovane, che vuole costruire u...

"Non è giusto che le case non ancora demolite vengano salvate. Anch'esse vanno demolite." Il candidato sindaco Alfano

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  Sì, ha detto proprio così ed era quello che intendeva.  Il suo pensiero va subito ai 64 proprietari la cui casa è già stata demolita.  Non è giusto, dice, che gli altri sfuggano al doloroso destino di questi 64 disgraziati.   Anche i restanti 350, non so il numero preciso, devono provare lo stesso dolore e la stessa umiliazione. A questi il suo pensiero non va in solidarietà. No. Devono soffrire tutti.  Davvero? Questo è il suo concetto di giustizia?  Mal comune è mezzo gaudio. Mi chiedo se quelle 64 case sarebbero ugualmente state demolite se avessimo avuto un sindaco che, se non altro, avesse opposto un minimo di resistenza, anche solo tentando di allungare le procedure e tutto ciò che era possibile fare.  Invece il signor Alfano si è sin da subito mostrato voglioso di dimostrare la sua scrupolosa osservanza della legge, la stessa sindrome di cui soffriva il Prefetto Caccamo che diede la stura a questo inutile e costoso intervento, a nostre sp...