Abbiamo aspettato tutti questi anni per sentirci dire parole di buon senso e vere dal sindaco attuale?


Dell'italiano raccapricciante del titolo inutile occuparsi.

Abbiamo aspettato tutti questi anni per sentirci dire parole di buon senso e vere dal sindaco attuale?
Sette anni hanno aspettato gli orgogliosi - ma lo sanno che l'orgoglio è peccato? - per farsi dire dal sindaco appena eletto che le raccolte di firme e i gesti plateali - la restituzione


delle tessere elettorali, il viaggio a New York, sedersi dietro il camion dei traslochi ospedalieri parcheggiato a goffamente rievocare una improbabile piazza Tienanmen castelvetranese - non servono a niente se non si hanno santi in paradiso, nel senso che
la questione ospedale è un problema

squisitamente politico che si risolve con la politica e non con le piazzate.
C'era bisogno? Noi lo sapevamo già allora! Quelli del comitato, accecati dall'orgoglio, cosa pensavano, invece?

Pensavano davvero che, raccogliendo delle firme e mandandole al proprio vecchio professore di giurisprudenza e presidente della repubblica Mattarella, avrebbero risolto il problema?

Hanno peccato di presunzione? Di mancanza d'autorevolezza, come dice il sindaco? Nonostante i loro referenti politici fossero tutti uomini di destra non sono riusciti a riportare neanche un misero repartino a Castelvetrano. "In altri tempi non sarebbe successo!" dice il sindaco.
Vent'anni invece abbiamo aspettato che venisse il sindaco Lentini a dire che se i cittadini non affollano il centro non è colpa loro, che trovano più facile raggiungere la zona artigianale e più economico, ma della capitalistica lotta tra imprenditori grossi e piccoli, tra le grandi catene che offrono la loro merce a prezzi che i piccoli non potranno mai permettersi.

Non basta che il centro sia urbanisticamente e architettonicamente attrattivo. È come cercare di spingere i romani al Colosseo perché è attrattivo. Ma va bene con i turisti non con i locali che ce l'hanno sempre sotto il naso.
Sono gli esercizi commerciali
(e questo, aiutare i piccoli commercianti del centro che stentano a sopravvivere, è l'unico scopo di questa folle idea di riempire il sistema delle piazza, che non si è mai riempito se non di macchine nel passato!) che devono attirare la gente, non il sindaco o la chiesa del purgatorio.

Purtroppo la vedo dura se non impossibile. I piccoli commercianti, che combattono contro le multinazionali, mi ricordano la lotta in generale dei poveracci contro i ricchi. Ce ne vuole fantasia per battere il denaro. O più denaro!
Ci vorrebbero bar e negozi che offrono cose che non si trovano altrove. Un caffè e un cornetto e comegghiè lo si trova dappertutto. Un piano non si trova in tutti i bar.
Fare consumare e consumare e spendere e spendere. Questo è il senso della movida dei giovani. Trovo qualcosa di moralmente sbagliato nell'incoraggiare i ragazzi, ma chiunque, al consumo di droghe, alcol e tabacco, che nella movida spesso sconfina nell'abuso, come un modo sano di divertirsi e stare insieme.
Ma tant'è!! Qualcuno deve guadagnarci.

Perché non riurbanizzare come si deve l'area artigianale e riempire invece, il "Centro Commerciale" e farne un secondo cuore?



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