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La mafia non esiste e se esiste dormivo. Parte finale

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La piovra sui rioni di Palermo, di Gaspare Mutolo, ex mafioso e artista. I n un contesto sociale dove le ventose della  piovra non si attaccano soltanto sulla coscienza dei conniventi e dei complici e simpatizzanti ma anche sulla coscienza peraltro pulita della stragrande maggioranza dei cittadini, se non altro in termini di effetti negativi subiti o di paura, non ci si può lasciare andare ad affermazioni come “Castelvetrano è fatta di gente onesta” , come moltissimi fanno. Non è come dire che un litro d'acqua  è potabile perché ci sono solo 20 grammi di arsenico, però gli altri 980 grammi sono acqua pura? Per essere definita una città mafiosa quante migliaia di mafiosi direttamente coinvolti devono esserci? 32.000? Se una persona è malata la gravità della malattia non sempre si giudica dalla grandezza dell'organo o dall'estensione dei tessuti colpiti. “Niente di grave si è solo otturata l'aorta, ma solo in un punto, qualche millimetro, ma è morto.” ...

La mafia non esiste (parte terza). “Matteo Messina Denaro non è il primo dei nostri problemi”

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Insomma nei '70, quelli dei miei vent'anni, l'argomento mafia era tabù. Chi parlava contro la mafia o era pazzo o non aveva più voglia di vivere. Come posso dimenticare la vicenda del primo pentito nella storia della mafia, Leonardo Vitale. A causa di problemi di depressione di cui soffriva dalla prima esperienza di carcere, la sua attendibilità veniva messa in dubbio e i processi ai mafiosi,   arrestati in seguito alle sue rivelazioni,  Leonardo Vitale il primo pentito di mafia si conclusero con l'assoluzione di quelli che accusava e con la sola sua condanna, e dello zio. Finì in manicomio e quando ne uscì la mafia certificò infine l'attendibilità della sue dichiarazioni assassinandolo mentre tornava dalla messa.    Peppino Impastato, figlio di mafioso, ormai simbolo della lotta alla mafia                             Ma forse che oggi non è più tabù? Cos'è cambiato oggi risp...

La mafia non esiste (parte seconda.)

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Era facile trovare, allora, chi si meravigliava di tutto questo dibattere di mafia: immersi com'erano in una realtà che non prevedeva alternative, non capivano quale fosse il problema. Molti, seguendo la più tradizionale filosofia delle tre scimmiette, ne negavano l'esistenza, intuendo che per “altri” non era una cosa tanto buona e consapevoli che l'omertà allunga la vita. C'era anche allora chi, come me, viveva dolorosamente e criticamente questa piaga sociale, pur senza impegnarsi in prima persona specificamente contro la mafia. L'impegno anti-mafia era allora una prerogativa del partito comunista, l'unico dalla parte dei contadini nella lotta contro i potentati appoggiati dalla mafia. L'unico che annoverava nelle sue fila sindacalisti e contadini uccisi dalla mafia. Riina, che s'intendeva di politica oltre che di stragi e acido, al processo Scopelliti, lo disse al giudice chi erano i responsabili di questa caccia alle s...

La mafia non esiste.

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Soldato americano con un pastore siciliano. Una delle più famose foto di Robert Capa. Sono nato nei '50: gli anni della ricostruzione. Dalle macerie della guerra emergeva in maniera prepotente quella mafia che durante il ventennio aveva dovuto mantenere un profilo basso per l'ostilità, spesso di facciata, del regime e si era, comunque, ben inserita nelle pieghe multiformi del "potere". Adesso, agevolata dallo sbarco degli Americani che, per ragioni strategiche, si erano a lei appoggiati, riprendeva il controllo del territorio. Don Calogero Vizzini, mafioso sindaco di Villalba Fu in quegli anni che alla mafia dei latifondi, a quella delle zolfare, e a quella dei “giardini” (gli agrumeti attorno a Palermo) si aggiunse quella della città con i suoi interessi nell'edilizia, che avrebbe condotto al sacco edilizio di Palermo, e nel traffico internazionale di stupefacenti, grazie anche ai rinnovati e intensissimi rapporti con l'Am...