A Castelvetrano i cittadini, sempre sudditi degli spagnoli prima e della mafia dopo, hanno sempre conosciuto la politica "della supplica": "Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d'Avola, Conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia ..." "Illustrissimo podestà ..." "Don Ciccio, vengo umilmente a chiederle ..." Poi in democrazia hanno capito che non la conoscenza ma le conoscenze erano la chiave per aprire la porta dei diritti e della corruzione. La politica dei "santi in paradiso": "Ma tu 'un canusci a nnuddu a lu cummuni?" Sembra che, per risolvere la questione osp...
Sono d'accordo su tutta la linea, la voglia di potere e di supremazia genera mostri.
RispondiEliminaDobbiamo combattere la sete di potere l'odio, l'ignoranza, da qualunque parte essa provenga.
In questo momento la reazione del mondo islamico è tiepida anzi a tratti nulla, quando c'è è puramente formale, poco incisiva, senza la veemenza necessaria, quasi che consciamente od inconsciamente gli islamici non volessero davvero reagire quasi a voler giustificare questi atti.
Ricordo come fosse adesso il grande saluto e la festa che il medio ed estremo oriente ha tributato agli attentatori delle torri gemelle e a tutti gli altri fatti eclatanti che hanno prodotto sgomento e morte in tutte le parti del mondo.
Tempo ne è passato e da allora da quel mondo non arrivano adeguate risposte al fanatismo e all'odio culturale che fa morti in Africa, Oriente, Medioriente e Occidente.
Una ferma presa di posizione da parte loro è condizione necessaria per avviare fenomeni di cambiamento in ognuno e tentativi di pacifica convivenza.
Oggi in tv alla manifestazione di Barcellona ho potuto leggere un cartello con su scritto, no alla islamofobia, giusto dico io, ma ho sperato invano di leggerne altri che dicessero, no all'odio contro tutte le fedi, tenuti in mano da fedeli musulmani.