A Castelvetrano i cittadini, sempre sudditi degli spagnoli prima e della mafia dopo, hanno sempre conosciuto la politica "della supplica": "Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d'Avola, Conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia ..." "Illustrissimo podestà ..." "Don Ciccio, vengo umilmente a chiederle ..." Poi in democrazia hanno capito che non la conoscenza ma le conoscenze erano la chiave per aprire la porta dei diritti e della corruzione. La politica dei "santi in paradiso": "Ma tu 'un canusci a nnuddu a lu cummuni?" Sembra che, per risolvere la questione osp...
In queste parole c'è la veemenza e la soavità della poesia.
RispondiEliminaMy way di Frank Sinatra, l'intelligenza di Bob Dylan, l'amore di Joan Beaz, la ribellione di Jim Morrison, la consapevolezza di bob geldof e peranco l'umanità di Freddy Mercury.
Ecco cosa è questo tuo grido, una canzone.
Approvo.
Spero ti succeda qualcosa di molto brutto.
RispondiEliminaSei una zecca nera vigliacca.
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