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Non tutti riescono a dire "la mafia fa schifo"

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  A Castelvetrano circolano attempati uomini di potere che non si piegano a ripetere, come chiedeva a Castelvetrano la Petyx ai nostri concittadini, "La mafia fa schifo". Lui, il "cultore di storia", non lo dirà mai. Preferiscono lo slogan cretino #sonocastelvetranesenonsonomafioso. E ha già spiegato perché:  «Adesso ti spiego perché, se ti avessi incontrato, nemmeno io avrei acconsentito a farmi immortalare con te. Ti avrei ricordato innanzitutto che quella frase – la mafia fa schifo – campeggiava a Palermo in centinaia di manifesti commissionati da un presidente di regione che poi si fece qualche annetto di galera per concorso esterno con la criminalità organizzata.»    Peccato che sia una motivazione imbecille da uomo preculturale. Non dobbiamo più dire "ti amo" perché lo dicono anche i bugiardi?  Ma il vero motivo si capisce dalle altre sue affermazioni:  «Pensi davvero che Castelvetrano sia la capitale della mafia? Nell’era del villaggio globale, non ...

Don Corleone - Marlon Brando

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  Grazie al moralista Tosa adesso sappiamo cosa conta veramente sapere del boss meno ricercato di tutti i tempi. Ma che problema ha questo signore che bacchetta non solo la stampa ma anche i lettori, che furono graziosamente informati, nel passato, della bibbia sul comodino di Provenzano e dei suoi pizzini e della vita miserabile che conduceva nella latitanza? Forse che avremmo dovuto ignorare le prestazioni sessuali e le "cene eleganti" del nostro ex presidente del consiglio? Sono sicuro che anche il Tosa sa i particolari, anche quelli indecenti e intimi, di uno condannato per favorire la mafia. C'è un limite di ragionevolezza anche nel "politically correct" estremizzato di Tosa.  Di un personaggio pubblico, specie di un governante, di un mafioso che fa sciogliere nell'acido un ragazzino ed è il mandante di stragi di cristiani, noi vogliamo sapere tutto. I suoi idoli, Don Corleone  - Marlon Brando o il Joker -  i suoi gusti, i suoi lussi, se fumava e cosa, ...

Tutti mafiosi e omertosi a Castelvetrano?

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  Leggo da giorni lamentele da parte di tanti castelvetranesi, che accusano i media di farci apparire come "non siamo", cioè "omertosi e mafiosi". Rimango di sasso di fronte a questo atteggiamento per due motivi. 1) sulla cattura di MMD ho letto e visto tutto ciò che si poteva vedere e leggere e non ho notato alcuno sforzo da parte dei giornalisti per farci apparire "omertosi e mafiosi" e 2) perché non è vero che non siamo omertosi. Non è vero che non "siamo" mafiosi. 1) L'omertà è un sistema di difesa comune a tutti gli uomini e adottato in tutte le culture e paesi. Non ci si mette contro i potenti, in nessun posto al mondo. Chi non adotta questa fondamentale precauzione corre seri rischi. Non c'è niente di cui vergognarsi: quando in gioco è la tua esistenza sei disposto ad affermare le cose più incredibili: «Ma io lo conoscevo solo da qualche settimana, si è presentato stamani alle 5 a casa mia chiedendomi il favore di accompagnarlo in ...

Meno suscettibilità e più consapevolezza

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S ì, fa male! Come si fa a sopportare le immagini che ci rimandano le tv e i media. Eppure non mi sembrano servizi costruiti per provare l'assunto che siamo omertosi. E io non sono un ingenuo. Mi rendo conto, cioè, dell'uso strumentale delle immagini e dei servizi giornalistici. Però mi chiedo cosa dovrebbero fare questi poveri cronisti! Dove dovrebbero andare, a chi devono rivolgersi, chi devono intervistare se non le persone del luogo?  E le persone del luogo sono quello che sono.  Non possono mica improvvisarsi   antimafiosi militanti,  non possono m ostrare  una coscienza antimafia che  dalle nostre parti è rara.  Le manifestazioni all'indomani dell'arresto hanno mostrato che gli entusiasti sono pochi e in gran parte troppo ottimisti. Ma questo va bene, è ammirevole.  Questo è il ruolo solitario e anche penoso delle avanguardie del cambiamento.  Purtroppo sono stati infiltrati da cariatidi del vecchio potere politico, giovani già vec...

Scandalo! L'opposizione preannuncia opposizione

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  Poi ci sono quei destri che si indignano perché l'opposizione preannuncia opposizione! Sì, secondo loro, l'opposizione non può essere pregiudiziale ma decisa per ogni singolo provvedimento futuro. Non può esserci, sostengono, un'opposizione di principio. Wrong! L'opposizione è sui principi, è sulle idee, sulle concezioni della società ed è di principio. In un panorama politico definito è il dibattito politico che ci informa adeguatamente di quali siano i provvedimenti che una destra così configurata, la peggiore possibile, cercherà di far passare. Non c'è alcun bisogno di aspettare che passino ai fatti per condannare le loro intenzioni. Come se, nominato Cecè ministro della repubblica, ci fosse bisogno di aspettare per sapere come si comporterà da ministro. Cosa c'è da aspettarsi da una parte politica che è programmaticamente, filosoficamente, politicamente e socialmente l'antitesi dei tuoi principi. Cosa c'è da sperare? Che non metta in atto la politi...

I panni dei rivoluzionari

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È venuto il loro momento. Quei destri, arrivati al "potere" per il tramite di quella parodia della sinistra che è sempre stato il PD, possono fare buon viso a cattivo gioco: sono stati esclusi dal governo del paese però hanno l'opportunità di continuare a spacciarsi per "sinistra", visto che al potere c'è la peggiore destra degli ultimi settant'anni. Solo in America è peggio.  Così Renzi e Calenda, molto più quotati nei media che nelle urne,  i più "televisivi"  rappresentanti  di quella destra  apparentemente illuminata, tanto illuminata da apparire di "sinistra", possono finalmente vestire i panni dei rivoluzionari. Gli riesce bene! Vedo che gente che si "sente" di sinistra è ammaliata dalla loro recita. Non avranno, comunque, vita facile a combattere un finto nemico, dato che servono lo stesso datore di lavoro, il potere economico dei padroni delle ferriere, i quali possono puntare e spendere su più cavalli.   Verranno cr...

Quei comunisti italiani che festeggiarono i carri armati

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  Vi ricordate quei comunisti italiani che festeggiarono i carri armati di Kruscev che invadevano la "ribelle" Ungheria nel 1956? Sono gli stessi che vivono nei loro nipoti e figli, che, oggi, "non sono putiniani, ma..." "e allora, la NATO?". Come i razzisti quando dicono "Non sono razzista, ma ...!" o i grilloidi "E allora Bibbiano?" Così giovani e già vetero ... comunisti, nipoti del PCI di Togliatti che, nelle situazioni storiche e politiche di un secolo fa, guardava all'URSS come ad un faro dalla cui luce farsi guidare verso la giustizia sociale "assoluta".  Assoluta come una dittatura. L'idea era che, data la natura ingorda dell'uomo, il bene comune si potesse ottenere solo imponendolo. E così si scopre che del comunismo a questi duri e puri piaceva l'aspetto dittatoriale del "regime " sovietico non la libertà. Infatti oggi che in Russia il comunismo non esiste neanche di nome i loro figli e nipo...